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Elisabeth
Author:
DianexWol PM
Lo so, la storia è tremendamente diversa dall epoca...un concetto un po'strano che non starò qui a spiegarvi! siamo a Vienna, nel 1789, Salieri è ormai considerato il più grande compositore in Europa, mentre la sua gelosia per Mozart non ha ancora cominciato a logorarlo. Antonio è uuna persona come tutte, naturalmente, e quindi, come tutti...si innamorerà, prima o poi?
Rated: Fiction K - Italian - Romance/Tragedy - Words: 707 - Reviews: 1 - Follows: 1 - Published: 10-06-12 - id: 3063479
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Erano tutti in fila, aspettavano l'unico essere sulla faccia della terra che si potesse permettere un tale ritardo. Rosenberg si grattava la nuca, volgendo lo sguardo dal soffitto agli eleganti divani che ornavano quell'ala della Hofburg. Van Swieden girava per la stanza assorto nei suoi pensieri e il nuovo librettista, l'abate Lorenzo Da Ponte, era appena entrato. Io, invece ero sempre uguale, tanto che mi chiedo se all'epoca non mi stancasse. Stessa espressione gioviale, stessa posa composta, stessa eleganza. Stesso Antono Saleri, dopotutto.

L'imperatore arrivò senza troppe cerimonie, colpendoci di sorpresa. Tentammo un inchino affrettato, ma ci disse di alzarci e si mise comodamente seduto. C'era qualcosa, della preoccupazione si leggeva dagli occhi di quello che sarebbe stato uno dei più grandi monarchi dell'Austria. "Allora" cominciò Jhoseph II, facenso il punto della situazione, "Maesrto Salieri, verrà dato un ballo, tra un paio di mesi e, naturalmente, gradirei la presenza sua e di tutti." "Maestà..." risposi fiero. Lui amava la mia musica, e per me era l'aspirazione della mia vita ormai realizzata. "Potreste dirigere un paio di danze o conraddanze?" "Ma certo, maestà." "Per il resto della serara...ma sì...dirigerà maestro Mozart." "Così il caro Mozart, sarà tenuto occupato per un po' ma non si monterà la testa peravere la scena tutta per lui...ingenioso, maesta!" si congratulò Rosemberg, seguito da varie esclamazioni e comilimenti dalla corte. "Prego, prego!" disse l'imperatore, cercando di riportare l'attenzione su di sè. "Sarà presente, anche mia cugina Elisabetta...cara, da quanto tempo...e gradirei che tutto andasse per bene, no?" "Certo Maestà!" concordò Van Swieten, seguito da Rosemberg. Elisabetta. La cugina dell'imperatore. La principessa Elisabetta, già. Ora, i suoi più bei ricordi sono quelli in cui avevo dimenticato nomine e comlimenti vari con lei. "Sono sicuro di potermi fidare..." disse prima di venire interrotto da un messaggero. "Maestà, vostra cugina...è qui."

"Chiede urgentemente di parlare con voi" riferì il ciambellano. L'imperatore ci pensò un attimo su e poi uscì velocemente. Riusciì a vedere per qualche secondo il volto della giovane. Gli occhi marroni tradivano una certa calma, mentre si spostava una ciocca di capelli riccioli dal viso. Rimasi incantato. Chi non lo sarebbe stato? Avevo davanti probabilmente la più bella donna che avessi mai visto. Come biasimarmi? Però sembra che anche qualcun'altro se ne fosse accorto. "Ma dov'è Sua Maestà?" chiese Mozart entrando nella stanza e interropendo il brusio che si era formato. Non lo degnarono di uno sguardo. Si avvicinò a me, assorto nei miei pensieri, e mi chiese: Maestro Salieri, ma che cosa...?" "Mozart, facciate silenzio!" cercai di zittirlo sottovoce. L'idea che potessero sentirlo e che Elisabetta si girasse...perché mi facevo tanti problemi? Mozart sembrò rendersene conto prima di me. Mi guardò di sottecchi con un sorriso che non avrebbe convinto nessuno. "Perché, maestro Salieri, sate fissando la cugina dell'imperatore da venti minuti?" "Non dite sciocchezze, Mozart, l'imperatore è appena uscito!" "L'imperatore è uscito venti minuti fà!"esclamò Wolfgang. E aveva ragione. "Come vola il tempo" dissi per sdrammatizzare. "Vi siete innamorato di Elisabetta, ammettetelo!" "Mozart, l'ho vista appena-" La porta era socchiusa e riuscivamo, Mozart ed io, a distinguere la figura slanciata dell'imperatore e Elisabetta. Era bella, incredibilemnte bella, di sicuro non per un compositore qualsiasi.

Il ballo era arrivato, ma non avevo ancora dimenticato quegli occhi...era incredibile. L'imperatore non era ancora arrivato e gli invitati camminavno tra i saloni parlando di attualità. Mi affacciai ad una delle grandi finestre che davano sui grandi giardini. "Meravigiosi, non trovate?" La voce proveniva dalla finestra accanto. In piedi, ad ammirare lo stesso paesaggio c'era una donna dagli incredibili occhi marroni. "Madamoiselle..." dissi predendole la mano e portandola vicino alle mie labbra, "sono Antonio Saleri, è un onore." "Antonio Salieri, il compositore di corte? Siete un musicista?" Sorrisi. Nella sua ingeniuità era davvero adorabile. Intanto i musicisti cominiavano a prendere posto, mentre noi ci fissavano negli occhi. "Credo che tocchi a voi" mormorò appena, quasi dispiaciuta. "Mi voltai verso il salone. "Temo proprio di sì,ma poi mi concedereste un ballo?" La fortuna sembrava essere dalla mia parte. "Certo, maestro Salieri" la sentiì. Intanto mi allontanavo.

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