
Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita da emo quando sangue scorrea dalle vene tue tagliate e tu, depressa e lamentosa, su Netlog scrivevi baggianate? La poesia "A Silvia" nella mia versione Emo. Perché tutti lo sanno, Leopardi (o Leopo o il Gobbo Bastardo) è stato il primo Emo della storia e anche il più grande Emo di sempre.
Rated: Fiction K - Italian - Humor/Parody - Words: 300 - Reviews: 1 - Published: 11-02-12 - id: 3070831
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A (emo) Silvia
Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita da emo
quando sangue scorrea dalle vene tue tagliate
e tu, depressa e lamentosa, su Netlog scrivevi baggianate?
Sonavan le quiete stanze e le vie d'intorno
al tuo perpetuo pianto, allor che con la lama prediletta
intenta, sedevi, assai contenta, di tagliar le vene che in corpo avevi.
Io, sangue cremisi talor lasciando sulle sudate carte,
ove dell' emoglobina mia si spandea la maggior parte,
d'insu i veroni del paterno ostello solea afferrar la lama feroce
con la man veloce che percorrea la sanguinosa vena.
Era lo squarcio doloroso: e tu solevi così menare il giorno.
Lingua mortal non dice quel ch'io pativa in seno.
Che tagli soavi, che piastrate, che dolori, o Silvia mia!
Come allor ci apparia Netlog fatato!
Quando sovviemmi di cotante pene,
un affetto mi preme,
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura:
o bagarino, o bagarino, perchè non rendi poi quel che prometti allor?
Perchè dei Tokio hotel il biglietto io non ho?
Tu pria che la biglietteria fosse aperta
da chiusa serranda combattuta e vinta
fuggivi, o depressella,
e non vedevi lo spettacolo degli idoli tuoi,
e ti molceva il cuore la dolce voce or del Kaulitz
or dei fan impazziti,
ne teco gli emi ai dì depressi ragionavan di ciuffi.
Anche peria fra poco la speranza mia dolce:
agli orecchi miei anche negaro i fati l'ascolto.
Ahi come, come fuggita sei,
depressa compagna delle foto nei cessi,
mia lacrimosa emo!
Questo è il mondo? Questi i diletti, i tagli, le piastre, i ciuffi
ode cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte delle emo genti?
Alla chiusura delle casse, tu, misera, fuggisti:
e con la mano la fredda catena ed una ignuda serranda mostravi di lontano.
Leopo
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