LA LIBERTA'

"Libertà" uno dei massimi beni agognati dall'uomo fin dai tempi più remoti; cosa sia la libertà però nessuno lo sa. "Libertà è la libertà di scrivere 2+2=4" diceva il protagonista di 1984, libro scritto negli anni '50 da George Orwell. La libertà è stata sognata da generazioni di schiavi, anelata dai filosofi, ambita da popolazioni oppresse e bramata dalle masse comuni, eppure quasi nessuno è riuscito ad ottenerla completamente; la libertà è stata cercata ma non trovata. Per capire come raggiungere la libertà e ottenerla bisogna sapere cos' è la libertà; essa viene spesso identificata con atteggiamenti e condizioni sociali, economiche e culturali delle persone, esistono inoltre diritti fondamentali dell'uomo che sono mirati a perseverare le libertà fondamentali dell'uomo come la libertà di pensiero, di parola, di azione talvolta identificati come diritti.

Ma quand'è che un uomo è veramente libero?"Alcuni sono schiavi del denaro, altri del desiderio, altri ancora del potere; tutti siamo schiavi della paura, tutti della speranza"(Sen.), ognuno di noi è prigioniero delle proprie preoccupazioni, dei propri affanni, dei propri pregiudizi che sono stati instillati in lui fin dalla più tenera età dalla società in cui si trova; nessun uomo è libero dai desideri, dalle passioni, dalle paure. Tutti agiamo in funzione di questi fattori che sono regolatori delle nostre vite; l'esistenza umana stessa è il risultato dell'interazione tra questi fattori: la materia, la percezione della materia e l'immagine che si ha dentro di noi della materia. Radicate nelle società ci sono infine tradizioni e usi che obbligano le persone a tenere uno stile di vita prefissato, alcuni di questi atteggiamenti derivati dalle tradizioni sono evidenti a chi ne è esterno, ma le persone che si comportano in un certo modo perché sono state educate così dall'insieme socio-culturale in cui vivono, non si rendono conto che quei comportamenti che a loro sembrano normali in realtà risultano strani e obsoleti a chi non fa parte della loro società. E allora è la società a rendere schiavi gli individui che sono costretti ad attenersi ad essa e a modellare il proprio essere in base alle esigenze richieste, senza permettere al proprio io di liberarsi. Ciò è causa di perenne sofferenza perché causa uno scontro tra la natura umana e atteggiamenti artificiosi che la forzano. Molto spesso le persone che ne sono soggette non si accorgono di ciò che gli viene imposto, la maggioranza delle volte è perché gli obblighi sono mascherati da usi, tradizioni, doveri e sono propagandati fin da quando si è molto piccoli.

La libertà umana è molto limitata da una serie infinita di fattori; i pregiudizi nascono da un'educazione sbagliata e da una politica sbagliata così come nel libro di Orwell coloro che detenevano il potere soggiogavano le masse rendendole schiave proprio perché esse ritenevano normale il tipo di vita da loro condotto e pensavano fosse legge naturale che le cose andassero così come andavano. Questo faceva in modo che in loro non nascesse alcuno spirito di ribellione e li rendesse sottomessi e ignoranti. Soprattutto ignoranti, nel libro è affermato che "l'ignoranza è forza" perché l'ignoranza della popolazione rendeva forte il Parlamento che poteva generare e imporre le proprie idee senza incontrare alcun ostacolo spingendosi al punto di sostenere che 2+2=5.

Realtà così esagerate come quella figurata nel libro si pensa non siano mai esistite ma in verità riflettendo anche nella nostra realtà si può notare come intere popolazioni si sentano schiave e di livello inferiore rispetto ad altre, persone che hanno atteggiamenti di dipendenza e di sottomissione nei confronti di altri a causa d' ignoranza ma anche mancata istruzione. La libertà deriva dall'istruzione e dallo studio; tuttavia non da quella semplice che si ha a scuola ma da una più ampia da un più profondo studio del proprio io che si apprende ogni giorno. Inoltre l'intelligenza da sola è come un'automobile senza l'autista. Può essere potente quanto vuoi ma se non ha una guida, sbanda e in più la bravura dell'autista deve essere direttamente proporzionale alla potenza. Il buon senso da sé non basta perché è basato sull'intuizione ed è generato e influenzato molto da usi e tradizioni. Nei secoli, infatti, queste tradizioni hanno provocato più male che bene si pensi, infatti, a come nel medioevo un ecclesiastico scriveva delle condizioni dei contadini come di esseri sottomessi e inferiori che non avevano alcun valore e che avevano una vita piena di sofferenza e privazione solo perché nati contadini (Manzoni, I Promessi Sposi). Platone sosteneva che gli schiavi sono necessari al funzionamento della società e l'unico dilemma è stabilire chi debba essere schiavo. Oggi nei paesi come l'India il fatto di essere nato in una casta che invece che in un'altra impedisce all'individuo di godere dei diritti fondamentali dell'uomo, e così via si possono fare altre migliaia di esempi contemporanei e non. Anche nei paesi sviluppati attualmente il concetto di libertà non è chiaro e sebbene siano tutelate da leggi, spesso le libertà sono violate per interessi personali, per usi, per costumi, tradizioni e pregiudizi che hanno come conseguenze l'emarginazione sociale, il razzismo, l'intolleranza ecc. Perciò in questi paesi si dispone solo di una libertà apparente, le persone credono di essere libere ma in verità non lo sono, come diceva il filosofo tedesco Goethe "Non esiste peggior schiavo di colui che pensa di esser libero, non essendolo".

In tale clima l'istruzione e lo studio sono visti come un'ancora di salvezza per l'individuo, che essendo istruito, prende coscienza di sé, studiando la propria interiorità e armonizzandola con il mondo può raggiungere la felicità e libertà assoluta; libero da ogni pregiudizio potrà le proprie idee e i propri diritti senza trovare opposizione. L'istruzione è fondamentale poiché diminuisce quei pregiudizi imposti dalla tradizione, perché solo liberandosi da ogni pregiudizio, preoccupazione, affanno un uomo potrà essere davvero libero e raggiungere così la felicità. Il peggior nemico dell'uomo è se stesso; chi è in grado di sconfiggere gli altri è forte, ma chi è capace di sconfiggere se stesso è invincibile.