Notturni pensieri

Stanotte, nel mio letto

dormivo tranquillamente

quando, all'improvviso,

tantissimi pensieri

hanno sconvolto la mia mente.

Era un continuo susseguirsi

di brutti ricordi,

tristezza e dolori forti,

ma anche di speranza e sogni.

Pensavo a mia madre,

al fatto che è malata

e che Dio solo sa

se guarirà.

Ogni sera non faccio che pregare

per lei, perché odio vederla star male.

Eppure, nonostante io abbia fede e speranza,

mi dico: "Le cose mai sembrano cambiare."

Pensavo al passato,

a quel che già è stato

e che non potrò mai modificare,

e al fatto che a volte la vita è troppo ingiusta

per poterla davvero apprezzare.

Riflettevo sulla mia depressione.

Guarirò mai da questa condizione?

"Devo, voglio" mi sono detta;

e giuro che lotterò

per riuscire in quest'ardua impresa.

Vittoria, la mia migliore amica che

resterà per sempre con me,

anche se solo nel cuore e nella memoria,

mi manca come l'aria.

Nonostante i miei sforzi,

non riesco sempre a controllare questo dolore

che ogni giorno, quanto e come vuole,

dilania il mio cuore.

Pensavo al mio futuro,

perché ho degli obiettivi, questo è sicuro.

Voglio continuare a scrivere,

perché senza questa passione non potrei vivere.

Voglio laurearmi e lavorare

affinché, un giorno, sola potrò stare.

Una famiglia mi vorrei fare

e avere un marito e dei bambini da amare.

Poi, però, mi sono guardata

all'interno, nel profondo

e qualcosa mi ha detto che anche se continuerò a lottare

il mio sogno di maternità non riuscirò mai a realizzare.

La verità è che da anni ho questa brutta sensazione

e non riesco a farla andar via.

Vorrei solo che mi lasciasse in pace.

Desidererei vivere tranquilla, com'è giusto che sia.

Provare tutto questo fa male,

mi fa piangere e disperare

e anche arrabbiare,

anzi incazzare.

Ho sempre detto che la mia vita

senza un marito e un bambino

non riesco ad immaginare.

Se non dovessi sposarmi e diventare madre

non so davvero cosa potrei fare.

Vivere soli è brutto e triste

e spero che tutta la mia vita non sarà infelice.

Ho paura di ciò che mi aspetta.

A volte vorrei scappare,

andare via, lontano, in fretta.

So che non avrebbe senso,

ma è quello che penso.

Rimango, cerco di non mollare,

di non lasciarmi andare,

di non pensare, per non impazzire,

che a causa del mio dolore a volte vorrei solo morire.

Signore, dammi la forza di affrontare questa vita,

la cui sofferenza sembra infinita.

Pensaci tu affinché, se vorrai, un giorno,

la speranza da me farà ritorno.

Angolo autrice:

ecco un'altra poesia nella quale ho espresso i sentimenti che ho provato stanotte e non solo. In parte è piena di speranza, in parte triste. Ho questi pensieri da anni, ormai. Mi sento un po' sola: le mie amiche sono praticamente tutte lontane, e anche se mi stanno accanto, se io voglio loro un bene infinito e viceversa e se grazie alla loro presenza mi sento meno sola, non smetto quasi mai di provare questo sentimento. Non è colpa loro, né mia. Qui nel mio paese non c'è niente per i giovani, né un locale per trovarsi, né una piazza, né un gruppo parrocchiale o qualunque altra attività, nulla. È impossibile conoscere gente stando qui; ed essendo non vedente e non conoscendo molte persone mi è difficile spostarmi o dire:

"Stasera vado in questo locale in un altro posto."

In un paese vicino c'era un gruppo di cui facevo parte, ma per vari problemi si è sciolto anni fa. Non ho amici, qui; e quelle che stanno relativamente vicine a me, riesco a vederle pochissimo. Esco poco di casa perché, appunto, non c'è nulla qui che mi stimoli, né nessuno con cui possa farlo; e la cosa mi demoralizza e mi abbatte tantissimo.

Ho sempre avuto un grande istinto materno, fin da piccola. Quando ero alle superiori, poi, mentre i miei compagni parlavano di dove sarebbero usciti quella sera, io pensavo al fatto che mi sarebbe piaciuto avere un bambino, un giorno. Il desiderio di maternità è sempre stato fortissimo in me, per questo ho scritto che non saprei cosa fare se non diventassi mamma. So che ora ho altro a cui pensare, altri problemi da affrontare, che non riguardano solo la mia depressione e la malattia di mia mamma (e chi mi conosce sa benissimo di cosa sto parlando), ma nei momenti di lucidità che ho penso anche a queste cose, per un po' gioisco e poi soffro. Sono molto credente (anche se, lo ammetto con non poca vergogna, non vado tanto a messa). Prego spessissimo a casa e ho davvero una fede forte, per questo ho parlato anche di Gesù.

Spero che questo componimento vi sia piaciuto. Come sempre, io l'ho scritto con il cuore in mano.