Il buio

La notte, il buio mi accoglie

tra le sue braccia, e scioglie

tutta l'ansia e la tensione

causate dal mio gran dolore.

Stendendomi a letto

spero che, anche solo per un momento,

riuscirò a riposare e a dimenticare

quel che mi fa male.

Chiudo gli occhi e mi lascio cullare

dalla notte, che sembra volermi trasportare

in un mondo in cui poter sognare

cose belle, senza più pensare.

Poi, all'improvviso,

mi sveglio sudata

e bagnato è il mio viso.

Gli incubi mi hanno assalita

sconvolgendo la mia mente già ferita.

E le lacrime amare

mi sembrano un mare

nel quale rischio di annegare.

Il buio, allora, non è più un porto sicuro

in cui l'anima e il cuore,

come farebbe una nave,

possono attraccare per riposare.

Ora è simile a un serpente

che si insinua nella mia mente

e mi morde e mi ferisce.

Io urlo, con tutte le mie forze, ma

nessuno mi sente o mi capisce.

Continuo a rigirarmi nel letto

mentre il cuore sembra uscirmi dal petto.

Apro la bocca per gridare ancora,

ed è solamente allora

che capisco che non ho voce

e che il mio grido è sempre rimasto silente,

chiuso nella mente.

Il dolore è tornato,

o forse il mio essere non ha mai lasciato

e se n'era solo momentaneamente andato.

Infine, stremata,

mi addormento

sentendomi stanca, debole

e, a volte, morta dentro.

Angolo autrice:

nemmeno questa poesia era in programma. Mi è venuta in mente stamattina mentre ero a letto, quindi eccola qui. Non so che mi prende in questo periodo, ma sto scrivendo un sacco. Beh, meglio. Ne sono felice!

Comunque, solito angolo autrice per dire che non sono un'esperta di metrica quindi ho semplicemente espresso i miei sentimenti creando rime il più possibile armoniose.

Spero che anche questo componimento vi piaccia. Mi ha fatto bene metterlo, diciamo, su carta e pubblicarlo, mi ha aiutata a sfogarmi.