Nota:

nella poesia parlo del fatto che stavo per laurearmi. L'ho fatto a marzo e ho scritto il componimento a febbraio, se non ricordo male. Purtroppo non sono riuscita a pubblicarlo prima.

Come posso essere felice?

Ultimamente

chi mi conosce, quando mi vede,

esclama sempre:

"Stai per laurearti,

sarai felice

in questo momento!"

Io annuisco

e sorrido,

mentre nessuno si accorge

che il mio è un disperato grido.

Mento

mentre dentro sto impazzendo.

Chi mi dice tali cose sa

quel che io e la mia famiglia

stiamo passando,

e quindi mi domando:

"Perché lo fa?

Perché lo dice?

Come posso essere felice?"

So che quelle persone

non lo fanno con cattiveria,

che desiderano solo aiutarmi,

ma c'è modo e modo di farlo,

porca miseria.

Sì, sono arrabbiata.

E sono ferita.

Forse me la prendo troppo,

come dice una mia amica;

ma questo è ciò che provo

e nasconderlo non voglio.

Chi vive una situazione

dall'esterno

non potrà mai

capire davvero

come si sente

chi la vive da mesi,

costantemente.

Di ciò sono cosciente

eppure, anche se forse

non è normale,

una parte della mia mente

non può che starci male.

Non sono felice

adesso.

Soddisfatta sì,

ma è ben diverso.

Molto ho faticato

e anche se il mio sogno

di laurearmi ho quasi realizzato,

sento che il mio animo è stanco

e davvero molto provato

perché tanto ha penato

per motivi familiari

e personali.

Non so quante volte

in questi ultimi anni

ho desiderato

e invocato

la morte

con tutte le mie forze.

Eppure resto,

perché c'è

chi sta peggio,

soffre

e ha bisogno di me.

Rimango

perché se me ne andassi

farei star male molte persone

che non si meritano altro dolore.

Spero che arriverà un giorno

nel quale vivrò anche per me stessa.

Per ora mi dico:

"Non so se è vita,

questa."

Andare avanti

per gli altri

è vivere?

O è sopravvivere?

Io non lo so,

ma è bruttissimo

e fa schifo.