NOTA INIZIALE:

in questa poesia parlo di una cosa che mi ha detto una persona a me vicina e che mi ha fatta stare male. Ci tengo a precisare che ovviamente non farò nomi, e soprattutto non intendo offendere in alcun modo chi mi ha detto quelle cose, ma solo raccontare le mie emozioni.

HAI VENT'ANNI

L'altro giorno stavo

parlando del fatto

che spesso penso di non avere la forza

di continuare

a lottare.

Dicevo che sono stanca

e dentro di me ho pensato:

A volte vorrei davvero dire basta.

Chi mi ascoltava l'ha capito,

o comunque l'ha intuito

e ha detto

una cosa per la quale ho sofferto.

Mi ha risposto subito, come se

fosse stato davvero sicuro di sé

e non avesse avuto nemmeno bisogno di pensare,

di prendersi un momento per trovare

le parole giuste.

"Hai vent'anni,

sei giovane,

hai ancora tanta strada da fare.

Queste cose non le puoi pensare.

Ti proibisco,

ti impedisco di farlo."

Non ne posso più di queste frasi.

Le ho sentite tante volte, ormai.

C'è chi di ripeterle non si stanca mai,

come se avesse la verità

in tasca.

Mi rendo sempre più conto che

le cose vanno avanti e

non c'è tempo per chi soffre

e avrebbe bisogno di fermarsi un attimo

e vivere il proprio dolore.

Non è giusto che sia così;

e tutto questo mi fa incazzare, sì.

Quella persona me l'ha detto pensando di essere gentile,

e so che voleva spronarmi a vivere la mia vita

e a non lasciarmi andare,

ma mi ha fatto male.

Mi sono sentita come se

ora non avessi neanche

il diritto di essere depressa

e di avere

dei giorni in cui non sto bene.

Quella persona ha usato un tono di accusa

come se io, poi, avessi dovuto chiedere scusa

per ciò che avevo detto.

Mi ha trattata come se non mi credesse,

come se quel che avevo detto non stesse

né in cielo né in terra

o come se fossi un extraterrestre.

Forse dovrei capire

che chi mi dice così non vuole farmi soffrire.

Magari sono troppo sensibile.

Perché la gente mi deve

far sentire sempre

così sbagliata

fuori posto e inadeguata?

Ho poco più di vent'anni,

sono giovane, e allora?

Anche chi ha la mia età ha problemi e soffre.

Eppure sembra che, solo perché si è giovani,

si debba sprizzare gioia da tutti i pori

ed essere pieni di vita.

Non capisco questa filosofia,

se così si può chiamare.

Io sono giovane

e sto passando un periodo orribile.

Se qualcuno venisse da me a dirmi che si sente stanco di vivere

io gli risponderei:

"Vista la tua situazione, è comprensibile"

e cercherei di aiutarlo,

di stargli accanto

per quanto possibile.

Trovo assurdo che qualcuno

mi faccia sentire in colpa

per come sto.

La prossima volta che una persona

mi rivolgerà un simile commento

io risponderò a tono,

me lo sono ripromesso.